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PE03257A.gif (4096 bytes)   Frodi commerciali

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NORCIA     28 Febbraio 1998

Sei denunce dei Nas
Tartufi made in Cina spacciati e venduti come fossero italiani
NORCIA Tartufi cinesi spacciati per quelli neri di Norcia e venduti a venti volte il loro prezzo. Sei persone sono coinvolte nell'inchiesta condotta dai carabinieri dei Nas di Perugia che hanno sequestrato 47 tonnellate di tuberi e ipotizzato i reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, falso ed evasione fiscale.
     Dalle indagini è emerso che il tartufo cinese tipo "Tuber Indicum Himalayensy", di cui è vietata la vendita in Italia, veniva commercializzato al prezzo di quello di Norcia, un'operazione favorita anche dalla notevole somiglianza di aspetto che trae in inganno perfino gli esperti.
Secondo gli inquirenti, il tartufo cinese veniva acquistato al prezzo di 30-50mila lire al chilogrammo e rivenduto a 600-800mila lire.
Gli accertamenti dei Nas hanno coinvolto anche la "Urbani tartufi", il gruppo umbro più importante del mondo nella lavorazione e commercializzazione di questo tubero e dei suoi derivati. La società controlla la "Alba Morra Tartufo" di Alba, la "Tartufitalia" e ha concesso il proprio marchio alla "Urbani Usa", un gruppo di importatori di New York, dove il gruppo ha punti di vendita, così come in altre città degli Stati Uniti e in Giappone.
     Gli inquirenti avrebbero inoltre accertato che la "Urbani tartufi" commercializza il 70 per cento del tartufo venduto in Italia e la metà di quelli consumati nel mondo interi, in salsa e altri derivati.